La Sardegna come origine della civiltà
Come sappiamo, il popolo Sardo è uno dei più antichi del mondo, come dimostrato dai ritrovamenti nuragici che hanno fatto capire come l’uomo viveva nell’antichità.
Mi fa pensare enormemente il fatto che la Sardegna non riesca a dare valore ai suoi preziosi reperti come i Nuraghi, che la maggior parte delle volte sono abbandonati, non riuscendo così a far comprendere al popolo sardo, che è uno dei più importanti al mondo, che dovrebbe essere meno chiuso e altresì esportatore delle proprie preziose tradizioni.
Ci vorrebbero più corsi atti alla formazione in questo campo, nelle scuole dovremmo avere una materia chiamata storia dell’arte sarda, con la possibilità di svolgere delle lezioni anche pratiche sul campo e dare la possibilità ai ragazzi di capire l’importanza della storia dell’arte e di tramandare le conoscenze, per far sì che non vengano mia dimenticate perché l’importanza di tutti questi aspetti e la tutela del patrimonio artistico è fondamentale per la salvaguardia del territorio e della cultura. Questo è un requisito fondamentale per il turismo anche invernale, che in un territorio come quello sardo può essere sfruttato tutto l’anno grazie al clima mite.
Basterebbe solo fornire un’offerta turistica consona al periodo, infatti si possono organizzare molte avventure, passeggiate a cavallo o anche sugli asini, molto interessanti anche nel periodo invernale, cosa che in Sardegna non è usuale quasi per niente. Perché quasi tutti tendono a volere il sussidio di disoccupazione e a non investire in attività lavorative.
In tutti i periodi dell’anno, compreso quello estivo, la Sardegna, infatti, è famosa per le sue bellissime spiagge ma lo deve diventare anche per le peculiarità uniche del suo territorio, comprendendo flora e fauna. Non dimentichiamoci mai, infatti, che la Sardegna deve imparare a dialogare con il mondo e non solo il mondo a dialogare con lei.
Insomma, per una Sardegna più smart bisognerebbe avere menti più “rotellanti”.
La Sardegna un gioiello da proteggere
Come sappiamo, la Sardegna è una regione italiana dai panorami mozzafiato, dalle coste incredibili e spiagge in ugual modo stupende.
Sappiamo tutti quanto questa terra sia una delle più antiche al mondo ed anche una delle più ricche a livello sia minerario, ma soprattutto sotto l’aspetto fonti rinnovabili.
Basti pensare alla quantità annua di solarizzazione che vi è, siamo tutti convinti che la Sardegna possa diventare una regione molto ricca a livello italiano, ma non lo è mai stata perché vi sono sempre state politiche poco lungimiranti, atte allo sfruttamento di fonti non rinnovabili di energia e al conseguente uso di carbone e derivati, che erano una tecnologia sfruttabile negli anni 60 e 70, ma oggi bisognerebbe riconvertire tutte quelle industrie.
Anche a livello socio turistico la Sardegna non è sfruttata quasi nulla perché si lavora solo nei tre mesi estivi, invece le risorse dell’isola potrebbero essere turisticamente attive tutto l’anno, portando sempre ricchezza culturale ai turisti, in quanto non vi è solo il mare ma ci sono tantissime attrazioni storiche da vedere.
Per quanto concerne le infrastrutture sono convintissimo che la Sardegna sia indietrissimo, perché non si è mai investito in questo senso, pur essendo l’Isola, ad esempio, nel campo delle nuove tecnologie una delle pioniere, in quanto il primo sito internet italiano è stato lanciato da una compagnia sarda di Pula nel 1992.
Ricordiamoci sempre che la Sardegna è famosa anche per Tiscali, una delle migliori compagnie a livello italiano di fibra ottica, ma in Sardegna ancora poco diffusa; si intenda quella ad altissima velocità.
Quindi è palese come la regione non investa abbastanza in questo settore e nella valorizzazione dei propri talenti e delle proprie risorse.
In fondo basterebbe molto poco, infatti si dovrebbero far girare di più le rotelle funzionalmente, cosa che in Sardegna non è molto diffusa.
La tutela della Sardegna in senso olistico
La Sardegna è la terra più antica del territorio italiano, purtroppo, da sempre, non è stata valorizzato in nessun aspetto, creando, così, divario sociale ed economico.
Penso sempre che il popolo sardo meriti di più, ma soprattutto il territorio sardo offre sempre paesaggi e risorse naturali infinite che vengono sfruttate in minimissima parte.
Purtroppo, vige ancora oggi la cultura antica del mutuo aiuto che non serve, in quanto la Sardegna potrebbe essere una terra fonte di guadagno per tutta l’Italia, grazie alle risorse infinite date dal sole e dai luoghi turistici e socioculturali.
Se si facessero investimenti mirati alla tutela del territorio e alla valorizzazione conseguente di esso sono, convinto che ci sarebbe lavoro per tutti tutto l’anno e la Sardegna potrebbe essere una delle regioni più ricche d’Italia.
Basterebbero solo politiche lungimiranti in campo turistico, energetico e culturale. Ritengo la Sardegna un territorio completo pieno di risorse che sono state sfruttate da pochi per arricchirsi. Basti vedere la Saras e le miniere di carbone.
Purtroppo, non si sta sfruttando tutta quella parte innovativa che può essere il vento, il sole, le biomasse e i gas naturali, che possono produrre energia da poi esportare o sfruttare per tutto quello che riguarda il comparto turistico e così via, rendendo, così, la Sardegna un gioiello tutto l’anno.
In fin dei conti è un territorio che ha tutte le caratteristiche: dalla montagna al mare, si possono svolgere tutti gli sport, basta solo crederci e far girare più olisticamente le rotelle.
L’Isola felice
La Sardegna, come sappiamo e come abbiamo già affrontato negli altri articoli, potrebbe essere un piccolo paradiso, non lo è perché, nonostante le bellezze naturalistiche sia costiere che dell’entroterra, il suo popolo non riesce a valorizzarne le peculiarità.
Secondo me questo solo per un fatto culturale, dato dal fatto che l’isolamento geografico porta ad essere chiusi mentalmente, ma spero che con l’apporto delle giovani generazioni si riesca a portare la Sardegna ad un livello di vivibilità e economicità tale per cui si possa affermare come isola turistica per tutto l’anno.
Basti pensare a esempi come Fuerteventura, le Canarie e così via, dove vi sono turisti tutto l’anno e vengono coccolati in tutte le maniere.
La Sardegna sembra, al contrario, che li voglia respingere, però i turisti dimostrano un attaccamento fuori dal comune dato dalle bellezze naturali che l’Isola offre.
Sono estremamente convinto che con l’apporto delle nuove generazioni e, soprattutto con l’apporto di politiche atte ad attirare turisti e non a respingerli, la Sardegna possa diventare una miniera d’oro per l’economia interna e nazionale e mi auguro possa divenire un esempio a livello mondiale.
Basterebbe solo e soltanto aprirsi alle nuove tecnologie e al loro sfruttamento abbattendo i costi, così da favorire i turisti.
Implementerei il trasporto marittimo abbattendone, così, i costi, favorirei l’avvento di compagnie aeree low cost e diminuirei di molto i prezzi del noleggio delle auto.
Istituirei anche in collaborazione con i villaggi turistici dei tour veri e propri, organizzati per dare la possibilità ai turisti di sentirsi veramente parte integrante del territorio.
Implementerei nei vari pacchetti anche delle gite nell’entroterra, in modo tale da fare capire quanto la Sardegna ha da offrire, facendone apprezzare sia la flora che la fauna.
Insomma, la Sardegna potrebbe essere economicamente viva tutto l’anno, spero che i sardi possano far girare sempre di più le rotelle apertamente per cogliere nuove opportunità.
CON LA SPERANZA DI FAR FUNZIONARE BENE LE ROTELLE